Politica 

La Polizia denuncia i 3 consiglieri di Cogoleto. Intanto la Lega sospende Biamonti

Denunce depositate in Procura per la violazione della legge Mancino. Sarà il procuratore Francesco Cozzi a valutare l’apertura di un fascicolo. Intanto anche a Genova, presso il Comune, si raccolgono le firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per rendere certe e inasprire le pene per l’apologia di reato

Cosa dice la legge Mancino

Chiunque, in pubbliche riunioni, compia manifestazioni esteriori od ostenti emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi di cui all’articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654*, è punito con la pena della reclusione fino a tre anni e con la multa da lire duecentomila a lire cinquecentomila.

*movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi.

Molte sono state, nel passato, le assoluzioni di persone arrivate a processo perché avevano fatto il saluto romano. Ne citiamo solo alcune.

Durante la commemorazione di Sergio Ramelli, Carlo Borsani ed Enrico Pedenovi, il 29 aprile 2016, alzarono il braccio destro per il saluto romano. Il 23 dicembre scorso otto militanti di destra, imputati nel processo con le accuse di aver risposto alla chiamata del “Presente”, violando l’art. 2 del decreto legge 122/1993 avendo “compiuto manifestazioni esteriori proprie e usuali di organizzazioni e movimenti tra cui anche il Partito Nazionale Fascista”, sono stati assolti.
A Milano i giudici nel processo ai quattro militanti di Lealtà Azione – che erano stati accusati di apologia del fascismo per avere organizzato una manifestazione con saluti romani al Campo X del Cimitero maggiore – hanno assolto il gesto del “braccio teso” e altri stilemi del Ventennio che non vengono considerati reato se rientrano nell’ambito di commemorazioni.
Nel novembre 2019 il giudice monocratico del Tribunale di Imperia Sonia Anerdi ha assolto dall’accusa di apologia del fascismo l’ex assessore del Comune di Diano Castello (Imperia) ed esponente di Forza Nuova Manuela Leotta e il sanremese Eugenio Ortiz. I due il 26 aprile del 2015 avevano fatto il saluto romano e gridato “presente” durante una celebrazione, presso il cimitero di Sanremo in memoria dei caduti della Repubblica sociale italiana. La sentenza con la quale sono stati assolti i due imputati “perché il reato non sussiste” è stata pronunciata sulla base di precedenti verdetti della Cassazione. Il pm aveva invece chiesto una condanna a 3 mesi di reclusione e 300 euro di multa.


Per rendere le pene più certe e adeguarle alle nuove tecnologie e ai social è in corso una raccolta firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare depositata dal Comitato promotore, presieduto dal sindaco di Stazzema Maurizio Verona, il 19 ottobre 2020 in Cassazione È finalizzata a disciplinare pene e sanzioni verso coloro che attuano propaganda fascista e nazista con ogni mezzo, in particolare tramite social network e con la vendita di gadget. Serviranno 50 mila firme per portare la legge in Parlamento. C’è tempo fino al 31 marzo 2021 per firmare. Info sul sito www.anagrafeantifascista.it, info@anagrafeantifascista.it

I moduli per la firma sono disponibili:

  • presso la Segreteria Generale (Via Garibaldi, 9 – piano VI stanza 616) previo appuntamento scrivendo una mail a uffsegretariogen@comune.genova.it oppure telefonando ai numeri 010 5572670 / 010 5572714;
  • presso l’Ufficio Elettorale (Corso Torino, 11) – a causa dell’Emergenza Covid-19 la firma sarà disponibile  previo appuntamento da fissare tramite agenda digitale.

Ufficio di riferimento: Ufficio Elettorale di Corso TorinoSegreteria GeneraleAnagrafe – Municipio I Centro EstAnagrafe – Municipio II Centro OvestAnagrafe – Municipio III (S. Fruttuoso – Marassi – Quezzi)Anagrafe – Municipio IV Media Val Bisagno (Molassana)Anagrafe – Municipio V Valpolcevera (Pontedecimo)Anagrafe – Municipio VI Medio Ponente (Sestri)Anagrafe – Municipio VI Medio Ponente (Cornigliano)Anagrafe – Municipio VII Ponente (Voltri)Anagrafe – Municipio VII Ponente (Pra’)Anagrafe – Municipio VII Ponente (Pegli)Municipio VIII Medio Levante (Foce, S. F. d’Albaro, S.Martino) Segreteria Organi IstituzionaliAnagrafe – Municipio IX Levante

Annuncio di una proposta di legge di iniziativa popolare. (20A05730) pubblicato su(GU n.260 del 20-10-2020)Art. 1.1. Nel capo II del titolo I del libro secondo del codice penale, dopo l’articolo 293 è aggiunto il seguente:«Art. 293-bis. – (Propaganda del regime fascista e nazifascista). – Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque propaganda i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero dei relativi metodi eversivi del sistema democratico, anche attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne fa comunque propaganda richiamandone pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici».2. All’articolo 5, primo comma, della legge 20 giugno 1952, n. 645, le parole:«sino a» sono sostituite dalle seguenti: «da sei mesi a».Art. 21. Al Decreto Legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito in Legge 25 giugno 1993, n. 205, recante “Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa” all’art. 2 dopo il comma 1 aggiungere il seguente:”1-bis. Qualora in pubbliche riunioni di cui al comma 1, l’esposizione riguardi emblemi o simboli riconducibili al partito fascista o al partito nazionalsocialista tedesco, la pena di cui all’art. 2 comma1, è aumentata del doppio;


Intanto la Lega ha sospeso Francesco Biamonti. Il leader ligure del partito, Edoardo Rixi, lo ha detto nel corso di un’intervista a Primocanale. <Biamonti è un consigliere che milita in Lega da 30 anni – ha detto . Qualora si acclarassero comportamenti non accettabili per il nostro movimento che nasce con radici diverse, valuteremo l’espulsione. La Lega da sempre sostiene i valori della Repubblica e della Resistenza. Però condanniamo la “caccia al mostro” con messaggi disgustosi sui social e con minacce esplicite. Chiedo che ci sia un ritorno alla forma e alla sostanza nell’ambito di un ragionamento democratico per non creare il contrario di quello che si deve difendere>.

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